Il destino di un giocatore di basket,
a Milano, può essere realmente crudele. Accade così che il miglior giocatore della passata stagione,
Bulleri, venga sbeffeggiato dalla tribuna al suo rientro in panchina (con un -11 di valutazione al momento del fatto...) e che il pluridecorato
Galanda venga, invece, apertamente
apostrofato come ex-giocatore. D'altronde, come si è già visto in passato, le aspettative sono sempre altissime e, di conseguenza, la risposta
deve essere almeno pari alla richiesta; in caso contrario, non si guarda in faccia nessuno. Fischi, sberleffi o, peggio, il silenzio: il biasimo è garantito.
Nelle partite da me viste, in questo periodo, l'aspetto maggiormente preoccupante è l'
involuzione verso il
nulla che la squadra sta prendendo. La stagione era iniziata con pessime difese, i cui effetti, però, erano mitigati dall'attacco prolifico, soprattutto grazie al
bombardamento da tre punti continuo. Al momento, invece, anche l'attacco è in stato comatoso e la cosa, viste le persone in campo, ha dell'incredibile.
L'impressione è che il sistema di
Lardo, tutti uguali tutti sostituibili, abbia prodotto al momento solo una grandissima
spersonalizzazione dei nuovi giocatori e nessun effetto positivo al bilancio complessivo della squadra. Della
squadra operaia che tanto piacque lo scorso anno è rimasto, al momento, solo il
grigiore di una fabbrica ex-sovietica.
Mi viene il dubbio che la filosofia
orwelliana di Lardo non sia applicabile a questa squadra, men che meno con poco tempo da trascorrere in palestra. Spero sinceramente di sbagliarmi.
Questa squadra, d'altronde, è figlia di una precisa scelta: (molto) meno atletismo, più pericolosità perimetrale. Al di là della bontà di questo assunto, più di una persona ha sottolineato che sul mercato estivo sono state fatte scelte abbastanza rischiose.
Sotto canestro stiamo peggio dello scorso anno, visto che il 4 titolare
(Galanda) sta giocando in modo
orribile; la batteria di esterni è...
un mistero. Fortissima sulla carta, riesce a mettere insieme delle
mostruosità inaudite: vedere
Bulleri giocare come un playmakerino da A2 oppure
Vukcevic perdere 3 palloni consecutivamente e nello stesso modo è qualcosa d'incredibile.
In questo contesto anche il ricorso al
mercato mi sembra difficile. Il ritorno di
Djordjevic, dato dai più per scontato, è, secondo me, una
pericolosa tentazione. A parte il fatto che
nessuno può sapere cosa possa dare il buon
Sasha a 38 anni, l'idea stessa dell'arrivo del
risolutore mi sembra un feticcio dietro il quale qualcuno si sta riparando, e questo
non è bene. Se sono state fatte delle valutazioni errate a luglio è bene prenderne atto ed agire di conseguenza, senza aspettare il
Messia di turno; in caso contrario, rischiamo di ripercorrere la parabola
Udrih di due anni orsono.
Vista così, poi, la squadra sembrerebbe mancare più di un
4 vero che di altro. Ed inoltre, probabilmente, manca anche del talento che già c'è, nascosto non so dove, imbrigliato da non so chi.
Ad ogni modo, alla luce delle ultime partite, possiamo dichiarare chiuso il
momento-no ed aperta la
crisi? La risposta al ritorno dalle mie ferie. Buona
Fortitudo a tutti.