Scarpette rosse

27 dicembre 2005

Il grande freddo

Il panettone è arrivato, non senza travagli gastro-intestinali di una certa consistenza. Bisogna dirlo: al povero Lino, al momento, non ne va bene una.

Piove sul bagnato a Milano, anzi nevica. Il -50 racimolato nelle ultime due uscite di Eurolega non solo è vergognoso (troppa gente indossa questa maglia senza meritarla) ma anche prevedibile; i segni premonitori nella partitaccia con Livorno c'erano, e ben visibili. Ora che l'Eurolega è praticamente andata, vedremo cosa ci riserverà il campionato. Non so se sarà Hunter il giocatore cambia-stagione ma, al momento, la mia impressione è che si vada sostanzialmente verso una seconda metà non troppo esaltante. I limiti tecnici rimangono, le fisime pure.

E' vero che la colpa non può essere del solo Lardo, al quale - si vocifera da più parti - tocca anche di lavorare con una dirigenza operativa da squadra parrocchiale, ma al termine della stagione pagherà principalmente lui. Al momento, le sue speranze di panchina meneghina per la prossima stagione sono ridotte al lumicino; uno scudetto cambierebbe il fato, una coppa italia probabilmente no.

E' anche vero che da più parti si vocifera - anche -che il buon Lino non voglia effettuare innesti in corsa e che, al momento, lui e Baldi sono i cacciatori di teste per i tanto agognati rinforzi. Se questo è vero, il condizionale è d'obbligo, allora Lardo non è allenatore per squadre di vertice.

Udine è il futuro prossimo e, settimana prossima, i lituani rullo-compressori caleranno a Milano per altre euro-mazzate. Speriamo bene.

21 dicembre 2005

Un lamento sensibile

Domenica scorsa, nel 2° quarto di Milano-Livorno, un mio vicino di posto al Lido, rivolgendosi alla moglie, ha caratterizzato la partita nel seguente modo:
"se questo è il gioco di quest'anno, il prossimo (anno) non avremo problemi di posto"

In effetti il match è stato una classica miscela di stanchezza, poca voglia, mediocrità; tutte cose comprensibili in una partita "facile" di campionato.
Meno comprensibili, per il sottoscritto, sono le manovre societarie. Ad un roster già rivedibile, almeno per gli obiettivi sbandierati all'inizio dell'anno, si è sottratto anche il miglior Blair mai visto qui, quello con il Barcellona tanto per intenderci. La risposta di Lardo? Giocheremo alcuni minuti con Shumpert da 4. Prospettiva curiosa, questa. Domenica, sebbene marcato da un giocatore di 10 cm più basso, non si è visto un pallone in post-basso per il buon Preston. Intanto continua a prendere minuti il gladiatore Gigena, sicuramente uomo di quantità, con il risultato di riportare il tasso di talento del quintetto vicino ai valori della scorsa stagione.

Almeno fino a metà gennaio, toccando ferro, il terzo lungo di rotazione sarà il carneade Schultze, giustamente ribattezzato "il Marco Baldi del nuovo millennio". Paragone calzante se si pensa che il nostro Marcone, all'epoca, aveva trovato la sua dimensione ad Arese, non certo in Eurolega. Non si capisce più, a questo punto, se qualcuno c'è o ci fa. Sperando di non rivedere il mai-da-me rimpianto Fucka in biancorosso, al momento il mercato milanese segna lo zero assoluto. Continua a venirmi in mente l'affaire-Udrih. Speranzoso di sbagliarmi, pongo i miei auguri di Natale a Natali ed ai suoi collaboratori. Nel frattempo, possiamo prepararci a sepellire le speranze di top-16, in modo da poterci concentrare realmente sul campionato...

Parlando degli altri, devo dire che la Bologna-F continua ad essere, per me, un progetto veramente seducente. Il mix di atletismo, gioventù, talento pùo diventare veramente un cocktail micidiale. La partita con il Tau, vista in condivisione con Siena-CSKA, mi fa pensare BOF come la vera squadra da battere nel nostro campionato. Al momento numero 1.

Djordjevic: se ne riparla ancora... a scanso di equivoci, ribadisco il mio affetto per il grande Sasha, la mia contrarietà all'operazione.

In chiusura su Lino: grazie a Dio è ancora con noi, i fantasmi di Caja si sono materializzati più a sud; tuttavia ho quasi la certezza che se la stagione non porterà qualche coppa nella saletta di via Caltanissetta 3, il coach non farà un'altra estate con noi.

Buone feste a tutti.

01 dicembre 2005

Eppur si muove

Alla luce delle due buone prestazioni, ovvero quella con Treviso e, soprattutto, quella odierna contro il Maccabi, viene spontaneo da chiedersi se il mal di pancia recente sia da ritenersi superato; vediamo un po' di parlare "a caldo".

Secondo me (e secondo molti altri) la squadra ha due limiti strutturali difficilmente sormontabili senza interventi di mercato: una scarsissima presenza sotto canestro in entrambi i lati del campo ed una batteria di "piccoli" male assortita. La prima fisima si traduce in una sofferenza continua, in entrambi i lati del campo, nei confronti con squadre atletiche o pesanti; la seconda comporta il fatto che nessun giocatore, Bulleri a parte, sia in grado di andare a canestro e superare il proprio marcatore e che la regia sia, in generale, abbastanza debole e poco chiara.

Tanto per parlare di singoli, Nelle ultime uscite si sono visti chiaramente un Bullo ed un Preston entrambi in decisa crescita; tuttavia, i ritmi ed i tempi della squadra non sono ancora soddisfacenti, soprattutto nei momenti in cui il Bullo nazionale va in confusione. Lardo sta ovviando al problema utilizzando Calabria come play e Bulleri guardia, soluzione interessante ma che accorcia drasticamente la rotazione, visto che Vukcevic è, al momento, relegato ad un ruolo marginale per la sua inconsistenza difensiva.

Sotto canestro, poi, l'equivoco dell'anno continua ad essere la presenza di Blair, a mio avviso giocatore in decisa fase calante, tecnicamente scarsissimo, tatticamente condizionante, decisamente costoso. Confermato e strapagato dal nostro sciagurato G.M. (aderisco volentieri alla campagna per la salvaguardia dell'Olimpia: Natali vattene!) è, a mio avviso, elemento che non sposta minimamente ad alto livello (chiedere a Bagaric ed a tutti i centri di eurolega finora incontrati); il suo non-gioco oltre i 3 metri richiede la presenza di un 4 "alla Galanda" e comporta, in pratica, l'assoluta mancanza di pericolosità dei lunghi nell'area pitturata. Si aggiunga a questo che il quarto lungo di rotazione, Schultze, sta dimostrando di essere assolutamente inadeguato a certi livelli...

In generale la squadra è in crescita, anche se il cammino in eurolega sembra, al momento, compromesso, ma aspetterei prima di cantare vittoria. Le ultime due partite dovrebbero aver scacciato certi fantasmi corbelliani dalla panchina di Lardo, sperando che tali fantasmi infestino d'ora in poi solo le menti di giornalisti mediocri come Pea o Fuochi. E' certo, però, che questa squadra potrà raggiungere un vero equilibrio solo quando i suoi vulnus di organico verranno sanati.

Non c'entra niente ma qualcuno mi dovrebbe spiegare perché una personcina come Facchini arbitra ancora. Che Fajardo non sia uno stinco di santo non è novità ma la circostanza del quarto fallo più tecnico contro Treviso è stata una pagliacciata. Vergognarsi please e, soprattutto, dedicarsi ad attività in cui si è più ferrati e meno spocchiosi ed arroganti.

Alla prossima.

13 novembre 2005

Se son crisi esploderanno...

Il destino di un giocatore di basket, a Milano, può essere realmente crudele. Accade così che il miglior giocatore della passata stagione, Bulleri, venga sbeffeggiato dalla tribuna al suo rientro in panchina (con un -11 di valutazione al momento del fatto...) e che il pluridecorato Galanda venga, invece, apertamente apostrofato come ex-giocatore. D'altronde, come si è già visto in passato, le aspettative sono sempre altissime e, di conseguenza, la risposta deve essere almeno pari alla richiesta; in caso contrario, non si guarda in faccia nessuno. Fischi, sberleffi o, peggio, il silenzio: il biasimo è garantito.

Nelle partite da me viste, in questo periodo, l'aspetto maggiormente preoccupante è l'involuzione verso il nulla che la squadra sta prendendo. La stagione era iniziata con pessime difese, i cui effetti, però, erano mitigati dall'attacco prolifico, soprattutto grazie al bombardamento da tre punti continuo. Al momento, invece, anche l'attacco è in stato comatoso e la cosa, viste le persone in campo, ha dell'incredibile.

L'impressione è che il sistema di Lardo, tutti uguali tutti sostituibili, abbia prodotto al momento solo una grandissima spersonalizzazione dei nuovi giocatori e nessun effetto positivo al bilancio complessivo della squadra. Della squadra operaia che tanto piacque lo scorso anno è rimasto, al momento, solo il grigiore di una fabbrica ex-sovietica. Mi viene il dubbio che la filosofia orwelliana di Lardo non sia applicabile a questa squadra, men che meno con poco tempo da trascorrere in palestra. Spero sinceramente di sbagliarmi.

Questa squadra, d'altronde, è figlia di una precisa scelta: (molto) meno atletismo, più pericolosità perimetrale. Al di là della bontà di questo assunto, più di una persona ha sottolineato che sul mercato estivo sono state fatte scelte abbastanza rischiose. Sotto canestro stiamo peggio dello scorso anno, visto che il 4 titolare (Galanda) sta giocando in modo orribile; la batteria di esterni è... un mistero. Fortissima sulla carta, riesce a mettere insieme delle mostruosità inaudite: vedere Bulleri giocare come un playmakerino da A2 oppure Vukcevic perdere 3 palloni consecutivamente e nello stesso modo è qualcosa d'incredibile.

In questo contesto anche il ricorso al mercato mi sembra difficile. Il ritorno di Djordjevic, dato dai più per scontato, è, secondo me, una pericolosa tentazione. A parte il fatto che nessuno può sapere cosa possa dare il buon Sasha a 38 anni, l'idea stessa dell'arrivo del risolutore mi sembra un feticcio dietro il quale qualcuno si sta riparando, e questo non è bene. Se sono state fatte delle valutazioni errate a luglio è bene prenderne atto ed agire di conseguenza, senza aspettare il Messia di turno; in caso contrario, rischiamo di ripercorrere la parabola Udrih di due anni orsono. Vista così, poi, la squadra sembrerebbe mancare più di un 4 vero che di altro. Ed inoltre, probabilmente, manca anche del talento che già c'è, nascosto non so dove, imbrigliato da non so chi.

Ad ogni modo, alla luce delle ultime partite, possiamo dichiarare chiuso il momento-no ed aperta la crisi? La risposta al ritorno dalle mie ferie. Buona Fortitudo a tutti.

17 ottobre 2005

La doccia fredda.

Cantù - Bulleri 81-70

E venne la prima doccia fredda della stagione: la sconfitta nel derby con Cantù. Sconfitta ampiamente meritata: Milano è scesa in campo con una mollezza ed una svogliatezza tale da rendere irritante la mia prima esperienza con il mezzogiorno di Sky.

In conferenza stampa Lardo ha imputato la sconfitta alla mancanza di cattiveria agonistica. E' sicuramente vero, per carità, ma avrei voluto anche due parole sulla condizione fisica generale che, ieri, mi è parsa francamente imbarazzante. Gli europei hanno sicuramente segnato un po' di giocatori ma questo è un problema che hanno anche altre squadre.

Sarà meglio
entrare alla svelta nell'ordine di idee che questa squadra, stelle o non stelle, deve difendere come e meglio dello scorso anno, viceversa il percorso sarà brevissimo. Difese come quelle viste ieri, con zone bucate al secondo passaggio e lati deboli difesi come in partitelle tra amici, non stanno né in cielo né in terra; circolazioni di palla molli e uomini che passeggiano al posto che uscire dai blocchi (vedi Shumpert) fanno apparire qualsiasi difesa un muro invalicabile.

La mollezza, in fondo, non ha un identificativo statistico preciso, tuttavia il 36-27 a rimbalzo per Cantù grida vendetta poiché maturato contro una squadra che schiera un leggerissimo Jurak ed uno Stewart bravino ma bassino. Vista la rotazione di ieri, viene il sospetto che Blair dovrà stare in campo tanto - probabilmente troppo - tempo; se veramente c'è ancora del budget nelle casse, sarà meglio guardarsi in giro per cercare 10 / 15 minuti di livello di uno sverniciatore di aree colorate.

Parlare di migliori e peggiori è francamente imbarazzante: a parte l'ottimo Bulleri-realizzatore, non si è visto nulla. Bocciati.

Due parole su Cantù: atleticamente già accettabile, mi pare che il tasso tecnico sia calato rispetto allo scorso anno, soprattutto negli esterni. E questo è un'ulteriore aggravante.

Alla prossima.

10 ottobre 2005

Su il sipario

Milano - Bologna V.


Si alza, finalmente, il sipario sulla stagione 2005/2006 di Milano. Standing ovation: per la nuova stagione, che inizia con ambizioni ben maggiori della precedente, per un forum decisamente popolato. Vedremo.

La partita, in se, non dice granché. Bologna (o Castelmaggiore, a seconda dei punti di vista) propugna aggressività, pressione sul portatore di palla ma poco altro: basta meno di un quarto, l'ultimo, di discreta intensità difensiva e la pratica è archiviata. Di MVP non vorrei neanche parlare, tutti hanno giocato e non-giocato a turno; voglio, però, sottolineare il recupero verso la normalità di don Diego Fajardo: dalle prime impressioni si ha la sensazione che quest'anno sarà ancora più importante dello scorso... ma, più avanti, vedremo anche questo.

Ci tengo a precisare che "è giusto così": la stagione è lunga, per noi la più lunga da un decennio a questa parte, ed è giusto partire piano piano. In questo periodo vedremo parecchie partite giocate più con mestiere che con tecnica e, al riguardo, è meglio che il pubblico milanese si rassegni anche a qualche sconfitta balorda.

Mi vien naturale, quindi, di pensare un po' ad altre altre squadre viste in pre-season. La Fortitudo è quella che ha deciso di partire più forte, sfoggiando una condizione atletica al momento superiore. Bella squadretta, la F (ammetto di avere un debole per le squadre giovani) ma tutta da verificare: più che Basile, credo rimpiangeranno Smodis. E Becirovic... mah.

Treviso è, invece, una discreta incognita. Partita piano piano, il gioco di Blatt sta a quello di Messina come le costine di maiale stanno al Ramadam. Da rivedere più avanti.


06 giugno 2005

Coming back to life

Rieccomi dopo un lungo (e stressante) periodo lavorativo. Peccato, mi sarebbe piaciuto scrivere di playoffs.

Si riparte con Bulleri in play ed il giovanissimo Gallinari a far sognare per il futuro; l'impressione è che, nonostante i roboanti proclami (Bodiroga, Evans, Bonner) si finirà su qualcosa di meno appariscente. Poco male, l'Eurolega non si vincerà in ogni caso.

Il calendario di quest'ultima fa abbastanza arrabbiare, piazzando partite nel bel mezzo di tutte le feste milanesi. Ma, come dire, l'importante è esserci.

Buone vacanze a tutti, da giovedì mi trasferisco temporaneamente in Grecia.